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mercoledì 7 maggio 2008

LA MIA INTERVISTA A VALERIO LONZI

LA MIA CONVERSAZIONE CON UN RAPITO
In questo capitolo descriverò la mia intervista-conversazione con Valerio Lonzi, avvenuta ad Aprile, due giorni dopo che Il Bivio – la trasmissione di Enrico Ruggeri su Italia 1 - ha mandato in onda una puntata di due ore incentrata quasi completamente sul Caso Lonzi, oltre che su altri rapimenti alieni, sulle interferenze UFO sul nostro pianeta e su vari scenari fino ad ora mai esplorati così approfonditamente – a mio giudizio – nel nostro Paese scavando a fondo nella casistica ufologica e citando addirittura l'ipotesi che gli Illuminati siano, come sostengono David Icke e milioni di persone in tutto il mondo, in realtà degli alieni rettiliani che discendono dagli antichi Anunnaki descritti dai sumeri. Una trasmissione di due ore serrate che ha avuto un consenso enorme; essendo in seconda serata, la puntata di Ruggeri doveva vedersela con Porta a Porta (Rai Uno, share 18,89%), il Maurizio Costanzo Show (Canale 5, share 14,60%) e con altri programmi quali Sfide (Rai Tre) e il film Saint Tropez (Rete 4), gli alieni in TV hanno totalizzato ascolti per un 18,64% di share[1].
Ebbene il giorno dopo, era venerdì notte ore 4:00 circa, mentre tornavo a casa dai vicoli (dove ogni venerdì c'è la cosiddetta movida genovese, centinaia di persone scendono nel centro storico per stare in compagnia, bere, fumare e divertirsi) con mia moglie, abbiamo incrociato proprio Valerio Lonzi, il ragazzo rapito dagli alieni che la sera prima avevamo visto alla televisione! L'ho riconosciuto immediatamente e gli ho chiesto – tra le altre cose – se mi avrebbe concesso un'intervista in quei giorni. Disse che ci saremo visti al suo pub, che è situato proprio dove le persone si incontrano, come dicevo, soprattutto il venerdì sera, il giorno dopo all'una di notte, quando il locale sarebbe stato più vuoto e lui disponibile a fare quattro chiacchiere.
In quel primo incontro, anche se entrambi stavamo rincasando, ho trovato il tempo di fargli qualche domanda su ciò che avevo visto la sera prima. Per chi non ha visto la trasmissione in diretta deve sapere che durante lo show, il solito Cecchi Paone, chiamato a fare il debunker di turno, ha avuto diversi serrati battibecchi con gli altri ospiti in studio: in particolare Cecchi Paone ha mezzo bisticciato con il conduttore Enrico Ruggeri, con il prof. amatissimo Corrado Malanga (di cui sono un grandissimo fan), con lo stesso Lonzi e si notava chiaramente che il pubblico non gradiva le sarcastiche e talvolta maleducate affermazioni di Paone. Bene, ora che sapete questo, posso continuare a raccontare l'episodio: dissi al Lonzi proprio qualcosa riguardo alla pessima performance di Paone della sera prima e lui mi disse: «Cecchi Paone l'avrei picchiato dietro le quinte». Va precisato che in onda è stato mandato il pezzo in cui Valerio Lonzi dice a Paone: «Signor Paone, tempo fa per venire nella sua trasmissione [La Macchina del Tempo; Nda] mi avevano detto che lei era una persona integerrima, preparata e squisita [disse dell'altro ma non lo ricordo con esattezza; Nda], mi dica: quanto l'hanno pagata per venire qui a fare la parte del malvagio di turno?».
In realtà la puntata era stata registrata mesi prima, e di più o meno quattro ore di prodotto totale, ne hanno mandate in onda due ore, percui il Lonzi mi avrebbe poi raccontato alcuni dettagli avvenuti e che non sono stati mandati in televisione. Precisamente ci disse che dopo un battibecco antipatico con Paone, lui lo avrebbe minacciato di picchiarlo se solo avesse accettato lo scontro. Lo scontro fisico comunque fortunatamente non avvenne. Quella serata riuscimmo solo a sapere che il Lonzi non crede alla storia raccontata da Cavallo, altro ospite in studio, personaggio che sostiene di essere stato rapito dagli alieni e di essere con loro in contatto. Non crede totalmente alla storia di Zanfretta per motivi che racconterò più avanti e sostiene che Il Bivio era stata – nonostante tutto – la trasmissione «più seria in cui sono andato, anche se hanno tagliato la mia minaccia a Cecchi Paone»! Evidentemente Paone deve essere davvero molto irritante data la squisitezza che il Lonzi ha dimostrato di possedere come peculiarità caratteriale. Ora procederò a raccontare brevemente chi è questo ragazzo che con ogni probabilità è stato rapito dagli alieni.
Chi è Valerio Lonzi Valerio Lonzi è un uomo di 40 anni che abita a Genova, città nella quale gestisce un pub nel centro storico, un locale che si chiama «Aldebarian» ed è tutto in stile irish, con una spiccata propensione per i miti e le leggende che caratterizzano le terre irlandesi: antiche armi da combattimento, come asce, lance, mazze chiodate, sono appese ai muri, i tavoli in legno e le mura ricoperte di riferimenti al già citato popolo britannico. Ho trovato quel pub davvero fantastico, devo dire che è adorabile. Con Valerio girano spesso la mamma della sua ex ragazza, oggi qualcosa più di un'amica, la ragazza, e alcuni dipendenti del pub. La mamma della sua ex è praticamente percepita da lui come una «suocera», o comunque una figura assai prossima a questa. Lei si chiama Maura. Questo è in sintesi il ragazzo che ho conosciuto, ora passerò a descrivere come si è formato il personaggio Valerio Lonzi, che cosa gli hanno fatto gli alieni?
La storia di un addotto A 15 anni Valerio era un membro degli scout. Durante un bivacco sui monti dell'entroterra ligure, presso Reppia, una sera lui e un suo amico decidono che quella notte andranno a trovare delle amiche nella loro tenda. Quando escono per raggiungere le ragazze, i due «si perdono», non necessariamente si sono persi, dico che si erano persi poiché ad un certo punto si sono ritrovati a guardare una luce che proveniva dal bosco. Pensando che fosse la torcia di qualche altra persona aspettarono lì e dopo un po' Valerio puntò la sua torcia contro l'altra che a quel punto «era diventata una strana luce». Dopodiché Valerio ricorda che con il suo amico videro sparire quella luce e apparirne tre più piccole, queste luci danzavano davanti a loro a una altezza molto bassa. A questo punto accade il fatto, le luci praticamente lo colpiscono e spariscono all'improvviso: Valerio aveva guardato l'ora poco prima di incontrare le luci ed erano le 23 circa, quando riguarda l'orologio, con la convinzione che fossero passati neanche cinque minuti, Valerio e l'amico notano con comprensibile stupore che è passata un'ora, è mezzanotte. Dove sono stati durante quel missing time di un'ora?
I due amici finita l'esperienza, di cui peraltro non ricordavano nulla se non le luci danzanti, tornano alla loro tenda, e si mettono a dormire. Tuttavia nel frattempo Valerio nota una inspiegabile nervosità crescere all'interno del gruppo degli scout. «Sembrava che anche gli altri avessero vissuto qualcosa di strano». Questo però non è mai stato dimostrato e rimane solo un ricordo personale e forse soggettivo di Valerio.
Beh, passano i giorni e Valerio si sente sempre strano, qualcosa lo turba visibilmente, non è più lo stesso di prima. Perché? La mamma per fortuna riesce ad accorgersi del disagio provato dal figlio e dopo un bagno, quando Valerio è a petto nudo lei gli trova addosso quattro gigantesche cicatrici sulla schiena. Quelle cicatrici Valerio le porta ancora, sono lunghe 20 centimetri l'una. Immediatamente vanno da un dottore che non può che ossevare che quelle cicatrici sono il frutto di un intervento di tipo medico molto sofisticato e avanzato praticato su Valerio. Ma Valerio non ricordava nulla di quelle enormi cicatrici e così dopo un po' di tempo decise di ricorrere all'ipnosi regressiva, effettuata dal Dr. Moretti di Genova. Ho personalmente visto toccato e fotografato quelle cicatrici e posso solo dire che hanno un aspetto molto sinistro e si nota chiaramente che sono state fatte con materiali di prima qualità.
Sotto ipnosi Valerio racconta una storia pazzesca. La stessa storia che tuttavia accomuna, nel bene e nel male, milioni di persone in tutto il mondo. Durante il missing time avvenuto sui monti con gli scout, Valerio è stato prelevato da una comitiva di una razza aliena, che lo ha portato contro la sua volontà a bordo di un UFO. Lì si sono verificati i soliti meccanismi che caratterizzano migliaia di esperienze di questo tipo. Alieni di tipo Grigio, quelli più pubblicizzati dal palcoscenico mondiale, forse a ben donde, lavorano sul corpo di Valerio. L'ipnosi che Valerio ha effettuato da adolescente rimane l'unico strumento che è riuscito a spiegare ciò che gli era accaduto quella notte e le tremende cicatrici. Niente, Valerio non ricorda niente. Non ricorda alieni, non ricorda il tavolo delle operazioni, non ricorda le cose che quegli esseri gli dissero, evidentemente gli alieni hanno usato qualche forma di ipnosi per condizionare la sua mente a «cancellare» l'esperienza vissuta. Valerio non ha rimosso l'esperienza, Valerio non è stato messo in grado di ricordare da menti e intelligenze superiori. La storia di Valerio è raccontata da una persona perfettamente sana, con una vita che fino a quel giorno era stata normale (a parte qualche particolare che svelerò dopo) e soprattutto Valerio non giura che quello che ha raccontato in ipnosi è la pura verità, è comunque convinto di ciò che afferma poiché cosciente di non mentire assolutamente. Questo è comunemente riconosciuto nei confronti di Valerio, nessuno dubita che quelle affermazioni sono menzogne tirate fuori per fare soldi, per diventare famoso o per semplice pazzia, tutti ammettono che Valerio crede di dire la verità. Passiamo adesso al nostro secondo incontro, all'intervista che gentilmente mi ha concesso.
La mia intervista a Valerio Lonzi Per facilitare la lettura, premetto che quella avuta con Valerio Lonzi è stata sì un'intervista, ma si è trattato di una conversazione, per questo motivo le mie domande possono essere leggermente più lunghe e differenti dalla classica intervista botta e risposta. Io e mia moglie eravamo seduti ad un tavolo del suo pub e davanti avevamo Valerio Lonzi che chiacchierava con noi, rispondeva alle mie domande e io annotavo ogni sua parola su un block-notes. Tutto si è svolto in modo assolutamente informale e in totale serenità, Valerio sapeva che ciò che mi stava dicendo io l'avrei pubblicato in Rete e sul mio libro. Valerio si è solo raccomandato di non dare questa intervista ai tipi della Chinasky. Le mie domande e i miei interventi sono scritti in grassetto.
Valerio raccontami la vicenda che hai descritto in televisione, ovvero che i servizi ti spiavano e ti intimidivano. «Come hai detto sono stato perseguitato per anni da parte di due strani personaggi, ma oggi le cose sono cambiate, pensa che sono proprio i servizi segreti e il Ministero della Difesa a volermi piazzare negli show televisivi».
Beh, allora questa è una ottima notizia, ciò significa che c'è un'apertura da parte del potere italiano sul fenomeno UFO, significa che vogliono che se ne parli, raccontami meglio come avviene questa «ingerenza» da parte loro. «Sì, può essere che vogliano divulgare questi temi, che per decenni sono stati completamente ridicolizzati e insabbiati da loro e dai media. Dunque i servizi segreti [quindi il SISMI (ora AISI), il SISDE (ora AISE) e il COPACO], assieme a persone collegate al Ministero della Difesa mi hanno praticamente consigliato di non uscire dalla scena. Mi hanno fatto capire che devo andare in TV, che devo rimanere un personaggio di cui si parla in televisione, a loro fa comodo questo».
Ho capito, sembra un'inversione di tendenza, ce lo auguriamo tutti, ma i media in questo contesto come si inseriscono? «No i media vogliono solo fare spettacolo, a loro non interessa dire la verità loro fanno sensazionalismo, ho girato tantissimi programmi, ecco loro preferiscono dire: “Ecco Lonzi che è stato rapito dagli alieni, guardate!”. È solo sensazionalismo televisivo.»
In pratica stai dicendo che i media sono ben contenti di mandarti in televisione e fare audience, ma per questo ci deve essere una direttiva «dall'alto»? «Sì. È così, almeno questo è quello che ho potuto constatare».
Come te, e come ben saprai, un altro genovese, Pier Fortunato Zanfretta, è stato rapito dagli alieni. Cosa pensi della sua esperienza? «Zanfretta fondamentalmente è compromesso. C'è una cosa che ha fatto Zanfretta [non dirò quale per non alimentare polemiche inutili: la cosa che dice Lonzi abbia combinato Zanfretta non ha nessuna attinenza con l'Ufologia o temi correlati, e per rispetto di Zanfretta che non ha mai avuto modo di difendersi dalle accuse che ha fatto Lonzi in mia presenza non citerò le parole di Valerio; Nda] che lo ha seriamente compromesso. Comunque credo che la storia di Zanfretta sia più no che sì.»
Come mai dici questo? «Ho avuto modo, quando a suo tempo ero Responsabile regionale del CUN [Centro Ufologico Nazionale, Nda], di avere accesso a una serie di dati. Ho letto dati su un sacco di casi di rapimento alieno, sia italiani che statunitensi che hanno molto in comune, che si assomigliano e che hanno attinenze generali comuni. La storia di Zanfretta è praticamente diversa da tutte le altre.»
Già, in effetti la storia di Zanfretta è piena di inconsuetudini, se paragonata agli altri casi di esperienza d'abduction; come ad esempio la storia di quel casco che gli dava quella scossa fortissima, gli alieni, che non hanno somiglianza con nessuna specie generalmente avvistata e descritta, se non in minima parte con i rettiliani, che comunque sono completamente diversi, e poi 'sta piramide... «Ma infatti, ce l'ha solo lui! Ma poi io dico, quando sono arrivati quegli americani che volevano comprare per una cifra sbalorditiva la piramide, ma perché non gliel'ha data? Io gliel'avrei data subito, se mi pagavano in contanti, altro che tenerla e starci dietro per chissà quanto! (risate)».
Sì però devi ammettere che la storia di Zanfretta ha molte contraddizioni ma ha anche un sacco di prove a suo supporto. La piramide poi sembra esserci veramente, l'hanno fotografata ma non è uscito NIENTE! «Davvero? Questo non lo sapevo». Io le ho viste a Rebus: le foto erano buie! Solo una presentava una strana illuminazione intorno al luogo in cui è contenuta questa piramide, questa grotta, sai... «Sì, la grotta, sì, lassù sui monti dove va ogni tanto». Ci va due volte al mese! Pensa che l'hanno cercato di seguire, ma l'hanno perso, insomma, è come se possa arrivarci solo lui! Lo sapevi che Zanfretta racconta che una volta, mentre era lassù una notte ad attivare questa piramide, è uscita una volpe [o forse un coniglio] e dalla piramide è uscito un laser che ha diviso a metà la bestia? Metà era vetrificata e l'altra era rimasta diciamo «sana»? «No non lo sapevo, incredibile, boh, magari poi è vero».
Già magari è tutto vero, io credo che sia vero che sia stato rapito, tantissimi hanno partecipato alle sue dis-avventure con gli alieni. Pensa che una volta le guardie giurate hanno sparato un caricatore da 12 proiettili su un UFO durante uno di questi avvenimenti. Poi ci sono carabinieri, poliziotti, testimoni vari che hanno visto cose strane. È indubbio, a mio modo di vedere, che a Zanfretta sia capitato qualcosa che ha a che fare con gli alieni. «Sì magari è vero; però io ho saputo diverse cose su quei giorni. Uno dei colleghi di Zanfretta mi ha detto: “Noi abbiamo architettato la storia di Zanfretta”. Zanfretta è sempre stato il “pivello della classe”, addirittura certi lo hanno sempre visto come lo scemo del villaggio, uno che ha paura di tutto. Questo lo dicono i suoi ex colleghi».
Dai, vabbè sarà anche uno con poca cultura, ma sembra ben deciso di quel che dice, poi scusa, perché Di Stefano gli starebbe sempre accanto – sono anni e anni che lo segue e aiuta – se fosse stata tutta una montatura di colleghi allegri, non ti pare? «Ma Di Stefano lo segue solo per publicizzare il suo libro! Poi ti ripeto, a me queste cose me l'han dette i suoi colleghi. So che Zanfretta non ha mai avuto un vero amico in tutta questa storia, ha incontrato solo gente che l'ha trattato male ed è rimasto invischiato in qualcosa di perverso».
Dato quello che sostieni deduco che vi conoscete bene? Secondo te, che tipo è? «Sì no, cioè, ci siamo visti qualche volta, ai congressi di Ufologia, così; mi è sembrata una persona sofferente, è molto piacevole, molto... innocuo, un tipo tranquillo, uno che ha l'aria di avere un mare di casini».
Dovrai riconoscere che comunque la storia di Zanfretta è stata «appurata» con diversi mezzi: dai quell'uomo si è sottoposto alla macchina della verità, al penthotal e a diverse sedute d'ipnosi e non s'è mai tratto in inganno, ha comunque una storia coerente. No? «Allora ti dico che la macchina della verità si può fregare, che è una bagasciata totale, se sei teso per via della situazione che ti circonda mandi tutto a puttane». [Si vabbé dai, ma lui non doveva confessare un omicidio, doveva rispondere coerentemente alle sue precedenti affermazioni sotto ipnosi.] «Il penthotal non funziona». [Parere tuo.] «E l'ipnosi come per la mia storia non posso dire “è vera al cento per cento”: l'ipnosi non è attendibile al cento per cento. Contrariamente a ciò che si dice è un metodo scientifico, poiché funziona ogni volta che la tenti. È riproducibile».
Quindi tu non affermi che la tua storia è autentica al 100 per cento? «Be' sai a me è successo a 15 anni e nel frattempo, tra quel momento e l'ipnosi, la fantascienza l'avevo assorbita. Ammetto che la fantascienza che si vede in giro mi avrebbe potuto condizionare a dare degli input/invenzioni durante l'ipnosi. Sto facendo giustamente il contraddittorio di me stesso, per essere autocritico di me stesso».
Però quello che sostieni, lo sostieni perché ci credi, non hai altre spiegazioni, non menti a nessuno, sei convinto di quello che dici? «No, sono sincero, sono convinto che possa essermi successo ciò che ho raccontato in ipnosi, non mento a nessuno, io non ho mai cercato la fama dicendo questo pubblicamente».
Ti sei confidato con la mamma della tua ex ragazza perché era una giornalista, o perché sentivi che era la persona giusta e il momento adatto? «Ho sentito che era giunto il momento di aprirsi, e questa persona mi ha aiutato a farlo, non c'entrava nulla il fatto che era una giornalista, poi lei ha parlato con un collega e la cosa è finita sulla stampa, però ho fatto la cosa giusta».
E invece, cambiamo discorso, l'ipnosi di ieri sera che hai fatto al Bivio? «Quella era falsa!»
Cosa? Non eri sotto ipnosi? Hai raccontato che eri un giapponese samurai del periodo feudale che doveva fare harakiri perché aveva disonorato se stesso ed era in pena per la moglie e la figlia! «Sì, l'ipnosi era falsa, ho raccontato un sogno che avevo fatto qualche giorno prima».
Sai, un po' l'avevo pensato perché eri un giapponese samurai e in realtà sei uno con la passione per il karate, le cose erano troppo collegate, forse. Come è possibile? Hanno preso per il culo tutti i telespettatori? Incredibile... racconta un po' come è andata? Perché era falsa, non lo potevi fare per davvero? «Io gliel'ho detto che non avrei fatto un ipnosi regressiva vera. Loro lo sapevano, tutti lo sapevamo. Pensa che io ho chiesto che fosse rivelato al pubblico che non ero sotto ipnosi, ma non l'hanno detto mica».
E ma allora scusa, sei stato complice di una menzogna?! «Guarda che io mi sono anche arrabbiato. Volevo lo dicessero. Loro mi hanno detto che se non stavo al gioco saltava la trasmissione»
Ah, già, perché quest'anno fanno le ipnosi a tutti quelli che vanno al Bivio, quindi saranno tutte le cavolate? «Sì, sì, io l'ho fatto perché era già in preventivo che l'ipnosi sarebbe stata falsa».
Che schifo però... «Tutti dove sono andato mi hanno usato come oggetto di sensazionalismo. Loro lo fanno per vendere il prodotto. Audience, pubblicità... meccanismi di merchandising...».
L'importante – molti pensano così e io sono fra questi – è che se parli, più parlano di UFO e più ci dicono sui fatti che normalmente insabbiano e più dobbiamo essere contenti e pretendere questo tipo di informazione. In questo senso quello che mi hai detto all'inizio è positivo: se i servizi e la Difesa ti vogliono in TV è un bel risultato. Però per te non è stato sempre così, raccontami un po' di quando ti pedinavano e ti facevano le telefonate indimidatorie. «Che io sappia infatti ora è già un po' che non mi seguono più. Non sono tuttavia mai tranquillo: la mia tranquillità misurata da 1 a 10 è sempre 1-2 mai zero. Comunque con quelli rotture di palle non ne ho più».
Raccontami chi erano quei due che ti pedinavano. «Erano ovunque io fossi, erano simili, si assomigliavano tantissimo, erano inquietanti».
Ma cosa facevano, ti parlavano, o si limitavano a seguirti? Cos'erano «Men in Black»? «Erano identici, sembravano... Testimoni di Geova (risate!). Mi erano sempre dietro, qualche volta mi giravo per vedere se ero “accompagnato” e c'erano sempre!».
Ho sentito delle telefonate minatorie. Ho sentito di quando ti sono entrati nella macchina che era chiusa nel garage e ti hanno chiamato... «Per un anno e mezzo ho ricevuto telefonate minatorie. Quella della macchina mi ha preoccupato non poco: TUTTO CHIUSO, antifurto, nessun suono... E ti dicono questo. Ma poi oltre a dirmi il contenuto del mio bagagliaio – cosa ancor più incredibile – mi hanno detto cosa c'era nel cruscotto, la macchina aveva l'antifurto... era chiusa in un box con l'antifurto, ma cosa puoi fare contro gente così?»
Pazzesco. Ti hanno detto cosa c'era nel tuo cruscotto? Ma chi erano questi, come ti hanno agganciato, come la vivevi questa situazione? «Il bello è che non puoi far niente. È gente che ti entra in una macchina chiusa dentro un box, chiuso anche quello con l'antifurto... e poi ti chiama, dopo non aver lasciato tracce, per dirti cosa c'hai nel bagagliaio... Cosa puoi fare contro delle persone così. Qualcuno li manderà, no?»
Quante telefonate ricevevi? Qual era il loro contenuto? «Una ventina o di più. Telefonate per dirmi di lasciar perdere: erano allusivi talvolta, altre volte mi dicevano chiaramente di non andare più in televisione, di smetterla di raccontare la mia storia, che era meglio per me, sai... "chi te lo fa fare? Hai una famiglia... Perché vuoi giocare col fuoco...? Finisci male..." Mi dicevano queste cose. Ti dicono minacciosamente “lascia perdere, perché rischiare?”».
Valerio raccontami che tipo di persone erano queste che ti perseguitavano? Erano di qualche agenzia in particolare? «Non so di che organizzazione facessero parte. Di sicuro qualsiasi organizzazione fosse faceva capo allo Stato».
Le voci come erano? Distinte? Erano italiani? Del nord o meridionali? «Erano italiani, sicuramente italiani e meridionali, direi siciliani, ma non ci posso giurare, non c'è molta differenza nei dialetti del sud». [Si che ce n'é! Che ha a che fare il napoletano con il dialetto siciliano?] «Beh allora direi che era siciliano ».
Ti hanno mai telefonato con la voce elettronica, con filtro elettronico, o parlavano sempre tranquillamente? «Sì, mi sono state fatte una o più alcune telefonate con voce elettronica, diceva le solite cose ma è stata la più inquietante, sono quelle che ti preoccupano di più. Ti lasciano steso».
In che periodo ricevevi queste minacce da parte dello Stato? «Era il periodo delle ipnosi, dal 1993 al 1995».
Cosa ne dici di fare un'altra ipnosi, non sei curioso di vedere se sei stato rapito altre volte? Non vuoi vedere se confermi ciò che dicesti tanti anni fa? «No, assolutamente. Sono sicuro che sul lettino non ci torno. E se al Bivio fosse stata vera non avrei partecipato! La mia parte io l'ho fatta, io sono autocritico, però quello che ho dovuto dare a questo movimento l'ho dato, ho fatto tutto quello che ho potuto. Le ho passate di tutti i colori: provaci tu a vivere tranquillo, se sei sempre seguito da due stronzi che ti seguono ovunque vai. No no ipnosi basta.».
Be', è un peccato che non vuoi fare un'altra ipnosi. In che rapporti sei con la comunità ufologica? «Nessun ufologo ha il mio numero di telefono, l'ho dato solo a te, ce l'hai solo tu il mio numero. Considero molto bravi Malanga e Baiata. Malanga mi ha sempre fatto una gran bella impressione. Anche al Bivio è stato forte».
E il libro che è uscito su di te (gli mostro un adesivo che davano insieme al libro quando lo acquistai) come è stato costruito? «La storia della Chinaski [la casa editrice del libro Presunta Adduzione - Il Caso Lonzi di “Ken Paisli”; Nda] – che ho creato io – è finita in tribunale. Federico Traversa è Ken Paisli! Ha usato uno pseudonimo perché non aveva il coraggio di scrivere il libro e ciò che pensava mettendoci il suo nome, la sua faccia. Su 1.000 copie vendute io non ho avuto una lira. Mi spettava il 10% delle entrate... non ho visto nulla. Non mi hanno pagato! Il libro poi è un rimpasto del primo, tante storie con quella mia aggiunta, un libro che non dice nulla di nuovo».
Senti, ho letto su questo articolo (mostro a Valerio Lonzi degli articoli di giornale che avevo portato per commentarli insieme) che sei una specie di ghostbuster, è vero che sei un acchiappafantasmi che va a disinfestare le case? Che ti costruisci dei gadget tecnologici per cacciare i fantasmi è vero? «Non sono un ghostbuster! Ma cosa dice quest'articolo, fa vedere! Non è vero nulla [sta leggendo gli articoli]! Non so come sia uscita questa notizia qua, tra l'altro non si vede che giornale è perché è tagliato. Non ho mai disinfestato niente! Avevamo creato Stonehenge, ma ci siamo limitati a occuparci passivamente di questi fenomeni: facevamo delle conferenze, dei dibattiti. Sola una volta siamo andati sul posto, avevamo solo una telecamera, eravamo vicino Varazze. Ma poi è finita lì. Nessuna tuta, nessuno strumento fantascientifico come dicono in questi articoli»[2].
Prima parlavamo di Zanfretta e hai detto che lui non ha avuto amici che lo supportassero. Beh, anche tu avevi un amico che ti ha piantato in asso quando poteva dire che qualcosa era successo. Perché questa persona – come ti ha detto anche Ruggeri al Bivio – non ha semplicemente dichiarato che dici la verità, che lui era con te quando affermi che avete avuto un missing time di un'ora? Perché si è comportato così male con te? «Prima di tutto sono stato l'unico che era al campo scout ad essere stato rapito. Nessun altro è stato rapito, anche se c'era quell'atmosfera strana; cioè, finora nessuno sa se è stato rapito anche lui la sera che presero me. Il ragazzo che era con me non è stato rapito, ammetto che avrebbe potuto dire che aveva avuto quell'esperienza con me».
Lui non è stato rapito, ne sei certo? Non sai se ha anche lui le cicatrici? «Non so e non penso che sia stato rapito. So che non ha segni addosso perché abbiamo un amico in comune e sicuramente lo sarei venuto a sapere. Comunque con lui abbiamo rotto per altri motivi, che non c'entrano nulla con il rapimento».
Durante l'ipnosi non hai parlato di lui a bordo dell'astronave?
«No, lui non era lì con me».
E il fatto che la tua calcificazione ossea della spina dorsale a 15 anni era pari a quella di un quarantenne come te la spieghi?
«Non me la spiego, devono essere stati gli alieni con le loro operazioni»
Che cosa pensi che vogliano gli alieni? Credi che ci sia un piano su vasta scala, o addirittura un vero e proprio dominio dei rettiliani sulla Terra? «Non so cosa vogliono gli alieni. Al fatto se hanno colonizzato il pianeta, come per tutto il resto io sono possibilista, però anche realista. Posso dirti che posso anche sposare la teoria che Gesù fosse stato un alieno...»
Gesù un alieno. Ci sono molti che lo pensano, io penso che sia una leggenda quella di Cristo, ma tante valide teorie sul Gesù alieno mi affascinano. Sei credente? «Sono profondamente religioso, sono un cattolico protestante. Io non ho bisogno del prete per parlare con Dio». [Anch'io la penso esattamente così, posso parlare con Dio senza che interceda qualche prete quando voglio; sono molto arrabbiato con la Chiesa, col Vaticano e con i seguaci ciechi, sono una cricca di mafiosi.] «La Chiesa ci prende l'8 per mille per sfamare i bambini del Terzo Mondo, con tutti i soldi che hanno. Credo anche che Ratzinger sia anacronistico. Il Papa deve poter dire che se Dio deve parlare attraverso qualcuno allora parla attraverso il Papa. Il Papa invece è solo un simbolo. Legge quello che gli scrivono gli altri».
Ieri al Bivio ho visto una cosa che mi ha incuriosito molto, com'è sta storia che potresti avere un fratello alieno? «Mia nonna sapeva di queste cose, ma mia nonna è morta. So che è nato un bambino strano ma io non l'ho mai visto. Dicono che sia morto. Io sono nato dopo la sua morte.»
L'hanno detto infatti che tua nonna aveva una specie di linea genetica particolare, raccontami qualcosa di tuo fratello, qualche domanda te la sarai posta, che fine ha fatto? «Mi hanno detto che sembrava un gatto, che aveva la faccia che sembrava un muso. Un muso da gatto. È possibile che sia alieno, ma non lo so davvero. Mia mamma non l'ha mai visto, a quanto ne so è morto prima che lei lo potesse vedere, dormiva per il parto cesareo...».
No ascolta, come un muso da gatto, come è possibile che tua mamma non ha visto, neanche da morto, il suo bambino? Di quanti mesi era il bambino? Ti sarai fatto in questi anni delle domande a proposito di questo strano fratello. «Era di nove mesi, è nato vivo, l'hanno spacciato per morto. Mio padre dice che l'ha visto, che era ancora vivo. La nonna diceva che era morto dopo qualche ora, forse... Ho pensato certamente a questo fratello, ma intorno a questa cosa regna la confusione, non so proprio come sia andata veramente la vicenda, molti punti restano comunque indubbiamente inquietanti...».
Infatti, a proposito, dimmi di quando sono venuti a chiederti di lui... «Quando avevo 7 anni (e lui ne avrebbe avuti 10) gli assistenti sociali sono venuti da me e mi hanno chiesto come mai mio fratello non era iscritto regolarmente a scuola. Lo davano per vivo dopo dieci anni che era morto! Non c'era il certificato di morte? A parte ciò, penso che mia mamma non l'abbia mai visto, a causa dei tranquillanti e antidolorifici che in seguito al taglio cesario l'anno lasciata stremata e addormentata, lui è morto, e se non lo fosse si chiamerebbe Walter».
Se ti faccio vedere questo (mostro a Valerio il disegno di un classico Grigio), cosa ti suscita la sua vista? C'è gente che si sente male, c'è chi piange... «Nulla, non mi fa assolutamente nessun effetto, io sono tentato a credere che questa sia una cosa cattiva, anche se penso che ci siano altre civiltà pacifiche che interagiscono con noi».
Ieri abbiamo tutti assistito alla descrizione – sembrava leggesse un romanzo avvincente da come parlava – di Cavallo dei suoi presunti contatti alieni. Tu che eri lì, che ne pensi? «Cavallo ha riempito lo studio di merda, non credo alla sua storia, non ci credo alla storia di Cavallo, anche se per correttezza rimango come sempre possibilista, non voglio essere cieco di scetticismo».
Raccontami qualche episodio particolare che è stato tagliato al Bivio. «Eh, ho minacciato Paone perché è un minchione. Lui non mi ha risposto. Io sono intervenuto dopo un'ora di stronzate dette da Paone... Malanga quando Paone ha parlato male di lui, gli ha risposto così: “Guardi che veramente sono io che non sono venuto alla tua Macchina del Tempo”. La gente tra il pubblico era tutta contro Paone e con Malanga e me, anche quando hanno bisticciato Paone e Ruggeri, che si sono presi a frecciate, la gente stava con Ruggeri, Malanga è stato fantastico».
Da casa noi facevamo il tifo! Perché infatti si vedeva che applaudivano quelli che rispondevano agli attacchi di Paone. Si vedeva che la situazione era tesa e Paone compromesso con tutti. Com'era dal vivo? «Sì la situazione era caldissima e nell'aria era lampante e palpabile il malumore verso Paone, la gente applaudiva ogni cosa che dicevamo di risposta alle sue insinuazioni e alle provocazioni».
Parliamo un po' della comunità ufologica in generale, cosa ne pensi tu che l'hai frequentata così a lungo? «Ho fatto parecchi congressi e convegni. Una volta a Lugano avevo la scorta armata! Una signora di 50 anni mi ha strappato il giubbotto!! Manco fossi una rockstar! Dell'Ufologia penso che non sia una scienza ma una tecnica. Si tratta di un insieme di scienze da utilizzare per uno scopo solo. È una tecnica di studio l'Ufologia. Se parliamo di ricerca sul campo, in Italia, a parte Malanga, nessuno ha fatto nulla. Si sfrutta Internet. Essere ufologi è come essere dei topi da biblioteca, non si fa altro che studiare».
Cosa mi racconti del mitico Colonnello Corso? «Corso l'ho conosciuto, c'ho parlato, abbiamo avuto rapporti epistolari. Da quando l'ho conosciuto al Congresso di San Marino sino alla sua morte ho avuto modo di apprendere molte cose, mi ha detto tante cose ma le tengo per me».
Eddai Valerio, dai dicci qualcosa... «[Dopo aver insistito a lungo...] Beh ti posso dire questo: m'ha detto che il Pentagono, e altre agenzie USA, in basi militari come l'Area 51, dopo il disco precipitato e recuperato a Roswell, hanno codificato 22 razze extraterrestri di cui ben 11 con le quali abbiamo contatti e rapporti diretti. Mi ha parlato del fatto che alcune specie di alieni sono sessualmente e biologicamente compatibili con noi».
Quali? Spara... «Allora, fammi ricordare... i Rettiliani e i rettiloidi mi sembra di no, ma non ne sono sicuro, gli Alti Biondi sì, sono compatibili; mi ha detto che le Mantidi, che non sono compatibili, e un'altra specie che non ricordo sono in guerra tra loro; che gli Alti Biondi sono superiori ai Grigi, i quali a loro volta sono divisi in vari generi. Mi ha detto Corso che ci sono Grigi meccanici e biomeccanici, oltre che a quelli in carne ed ossa, che interagiscono tra loro. Loro sono compatibili».
Come dice il rapporto del Majestic-12? Ci sono EBE e mezze EBE, quindi...
«No no, sono tutte EBE»
Ti ha detto Corso da dove arrivano? Zeta Reticuli, Beta Ceti? «Zeta Reticuli e Beta Ceti sono nomi che mi ha fatto, non ricordo esattamente. Mi pare che avesse detto che i Grigi vengono da Orione, ma non ne sono sicuro, era il '95-'96».
Che cosa pensi del più importante ufologo italiano, Roberto Pinotti? «Pinotti è un buffone!»
Grazie Valerio per il tempo che ci hai dedicato, per le cose che ci hai raccontato, mi auguro di rivederti presto.
«Piacere mio, io sono qua al pub, quando hai bisogno, anche per venire a bere qualcosa, vieni e mi trovi».
Questa era l'intervista che Valerio Lonzi mi ha concesso, come avrete notato abbiamo esplorato diversi aspetti del suo caso, abbiamo affrontato diversi argomenti, il tono da conversazione ho cercato di limitarlo il più possibile, ma essendo stata una cosa molto informale non è stato facile. Va detto che Valerio è stato portato a rispondere a una serie di più di due ore di domande serrate perché continuamente incalzato da me e da mia moglie ad aprirsi e raccontare il più possibile. Su molte cose ha parlato a raffica su altre ho dovuto incalzarlo molto. Alla fine ero molto soddisfatto, e sebbene non avevo avuto il tempo di fargli tutte le domande che volevo ancora fargli, ero comunque conscio di aver esplorato quanto di più possibile. Aspetto ora che Valerio abbia un po' di tempo, in questo periodo lo dovrei incontrare per fare ancora qualche appunto.
Speriamo che un giorno decida di tornare a farsi ipnotizzare, sarebbe davvero una conferma che un po' manca a questo caso, anche se la solidità della storia non fa una piega; inoltre servizi, la Difesa, le varie passerelle televisive, i titoli sui giornali, le telefonate minatorie, i pedinamenti, le cicatrici impressionanti... beh, direi che questa storia si incastra perfettamente in quella che i Cecchi Paone di tutto il mondo chiamano «isteria collettiva», «allucinazioni», o avvenimenti mai vissuti originati da disturbi di ogni genere. Che Dio non ne mandi più così tanti di personaggi simili, che Dio ci mandi qualcuno che riesca a rendere di pubblico dominio tutto ciò che il Pentagono, la CIA, il Vaticano e i vari governi sanno e tengono segreto.
La storia di Valerio Lonzi è la classica storia di un uomo che vive un'esperienza di abduction. La classica storia che accomuna milioni di esseri umani. Nel bene e nel male.
Note:

1) Dati Auditel;

2) gli articoli a cui si fa riferimento sono La Gazzetta del Lunedì, lunedì 13 Settembre 1993, Incontro con gli UFO, di Monica di Carlo; «Sono stato ferito dagli UFO», no fonte; e Un viaggio tra gli UFO, di Carla Rubbi, no fonte.

© Claudio aka borquide

per pubblicare questa intervista, in parte o completa, contattare il sottoscritto borquide7@tiscali.it

lunedì 5 maggio 2008

THE PAPERCLIP PROJECT

Che cos'è il Progetto Paperclip In sintesi una conferma ulteriore che una mano nascosta durante le Guerre Mondiali controllava entrambi gli schieramenti è il famigerato Progetto Paperclip (paperclip = graffetta), un'operazione clandestina combinata dai servizi segreti statunitensi e britannici, con la longa manus del Pentagono. Grazie a questa sporca operazione i principali capi, scienziati, ingegneri ed esperti del controllo mentale nazisti riuscirono a lasciare la Germania prima dell'arrivo degli Alleati. Ad essi non venne solo risparmiata la farsa del Processo di Norimberga, ma venne data loro la possibilità di lavorare ai black-projects in Sud America e negli Stati Uniti. Gli USA erano ossessionati dalle scoperte che i nazisti avevano fatto nell'arco del conflitto e fecero di tutto perché quelle conoscenze non andassero perdute, culminando col portarsi a casa gli uomini che avevano contribuito a tali passi scientifici...
I nazisti processati, condannati e impiccati a Norimberga furono solo delle pedine esposte in un processo-spettacolo per soddisfare e placare la pubblica opinione. Uno specchietto per le allodole, insomma. I re, le regine, i vescovi e i cavalieri del regime nazista fuggirono per continuare la loro campagna contro l'Umanità attraverso le organizzazioni messe in piedi dai loro «avversari», il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America. Joseph Mengele, il mostro pluriomicida e torturatore, scienziato dell'eugenetica e di altre bestialità inenarrabili fu uno dei nazisti che si salvarono grazie al Progetto Paperclip. La CIA era stata creata, rimpiazzando l'Ufficio dei Servizi Strategici - OSS (l'organizzazione dei servizi segreti del periodo bellico), da una cooperazione tra i servizi segreti britannici e un circolo ristretto dell'élite, noto come Esecutivo Operazioni Speciali – SOE. L'OSS che era nato dall'operazione dei servizi segreti dell'impero di Payseur era diretto da Bill Donovan, un burattino della triade Payseur-Rothschild-Rockefeller, nonché ex compagno di scuola di Franklyn Delano Roosevelt. Il professore di diritto di Donovan alla Columbia University fu Herald F. Stone, che in seguito divenne Procuratore Generale degli Stati Uniti. Uno dei pupilli di Stone fu J. Edgar Hoover, massone del 33° grado e infame capo dell'FBI durante l'assassinio di Kennedy nel '63, nonché boss del Bureau per una trentina d'anni. Di fatto l'FBI è una sua creazione e il quartier generale porta il suo nome. Secondo l'autore David Icke non è un caso che una serie di figure chiave dell'assassinio di JFK fossero ex agenti dell'OSS inviati nella sede londinese dei servizi segreti britannici durante la II Guerra Mondiale. Tra questi figurava Clay Shaw, l'agente CIA che fu l'unica persona ad essere processata per l'omicidio di Kennedy, come mostra il film JFK. Egli fu scagionato solo perché i suoi principali accusatori furono sapientemente assassinati prima della sua comparizione nell'aula del tribunale.
Shaw fu consigliere di quel massone manovrato dai Rothschild che fu Winston Churchill, il quale, come tutti gli agenti OSS presenti a Londra durante la Guerra, prendeva ordini da persone come Lord Victor Rothschild. Il deus ex machina dell'organizzazione dei servizi segreti britannici[1]. Si ritiene addirittura che Hitler non sia morto in un bunker. Il dottor Robert Dorion, direttore del dipartimento di odontoiatria forense del Ministero del Procuratore Generale del Québec, a Montreal, ha riscontrato macroscopiche discrepanze tra le radiografie dei denti del cadavere e le migliaia di fotografie in cui Hitler era stato immortalato con la bocca aperta. La spaziatura tra un dente e l'altro risultava infatti differente. Hitler aveva un canale radicolare e un dente di porcellana che il cadavere non aveva, e il ponte dell'arcata inferiore presentava molte differenze[2].
Paperclip: la scienza nazista va all'ovest Ora ci occuperemo dell'intera vicenda approfondendo il contesto storico di cui ci stiamo occupando, muovendoci per gradi. Va notato che la CIA e le organizzazioni dalle quali discende, mostra in quell'epoca (e ha sempre mostrato sin oggi), una particolare attenzione alle pratiche che permettono lo sviluppo di tecniche utili a conoscere il controllo del comportamento, del lavaggio del cervello, della sperimentazione medica e psicologica segreta su soggetti cavia e spessevolte inconsapevoli quali esponenti di minoranze etniche, sette religiose, carcerati, drogati, malati terminali. Non c'è occhio che non vede la straordinaria somiglianza con le atrocità concepite negli esperimenti dei nazisti. Queste somiglianze diventano meno sorprendenti nel momento in cui apprendiamo che tenaci tentativi compiuti dalle Intelligence UK-USA cercarono di acquisire la documentazione scientifica nazista prima che i sovietici ne venissero in possesso.
Ancor meno somiglianze si notano quando si viene a sapere che molti esponenti della scienza nazista vennero trasferiti da Dachau, dal Kaiser Wilhelm Institut, da Auschwitz e da Buchenwald all'arsenale Edgewood, a Fort Detrick, alla base aerea di Huntsville, alla Ohio State University e alla Washington University. Durante l'attraversamento della Manica da parte delle forze alleate nel giorno conosciuto come D-Day nel Giugno 1944, circa 10.000 ufficiali dei servizi segreti conosciuti come T-Forces, si fecero avanti subito dopo i battaglioni all'attacco. La loro missione? Catturare esperti di munizioni, scienziati tedeschi con i loro materiali di ricerca, insieme agli studiosi francesi che avevano collaborato con i nazisti. In poco tempo venne allestito un campo di concentramento noto come “la Pattumiera” data la consistenza di tali esperti trovati. In origine, la missione fu progettata con la convinzione che l'attrezzatura militare tedesca composta da carri armati, jet, missili e così via, fosse tecnicamente superiore a quella delle forze alleate, e che i tecnici, gli scienziati gli ingegneri che dovevano essere catturati – prontamente interrogati a fondo – avrebbero potuto far recuperare il gap scientifico-tecnologico. Probabilmente la tecnologia Vril (che approfondiremo negli spazi dedicati all'Ufologia).
Fu così che Bill Donovan e Allen Dulles (capo delle operazioni di spionaggio dell'OSS in Europa che operava dalla Svizzera), sollecitarono FDR ad approvare un piano che permettesse ai nazisti catturati dalla T-Force di ricevere «l'autorizzazione a entrare negli Stati Uniti dopo la guerra, a depositare i loro guadagni in una banca americana» e così via. Roosevelt non cedette, concettualizzando la sua rinuncia in questi termini:
«C'è da aspettarsi che il numero di tedeschi ansiosi di salvare la propria pelle e le loro proprietà aumenti rapidamente. Tra loro potrebbero essercene alcuni che dovrebbero giustamente essere processati per crimini di guerra, o almeno arrestati per la loro attiva partecipazione alle attività naziste. Persino con i necessari controlli cui accennavate, non sono preparato ad autorizzare la concessione di garanzie speciali».
Questo veto rimase lettera morta, anche se venne espressamente formulato. L'Operazione Overcast (Copertura) era sicuramente già in corso d'opera, quando, nel Luglio 1945, venne approvata dai capi di Stato Maggiore: il suo scopo era quello di portare negli USA 350 scienziati tedeschi, tra cui Werner Von Braun e la sua équipe di ricerca sul missile V2, e progettisti di armi chimiche, ingegneri responsabili di artiglieria e sottomarini. Qualche divieto venne tuttavia emesso, ma restò vano quanto l'editto di FDR. La spedizione Overcast comprendeva nazisti e ufficiali delle SS dalla losca fama quali Von Braun, il dottor Herbert Axster, il dottor Arthur Rudolph e George Richkey. Più di 20.000 persone perirono per spossatezza e fame, stremati dal lavoro nel campo di concentramento di Dora, a causa degli esperimenti di Von Braun e della sua équipe. Lo schiavista che supervisionava la manodopera era Richkey. Costui appendeva solitamente dodici persone che si ribellavano alla schiavitù a delle corde issate su delle gru con bastoni di legno conficcati in bocca per attutirne le grida. I bambini di Dora erano considerati da Richkey inutili bocche da sfamare, quindi diede ordine alle SS di bastonarli a morte, che puntualmente obbedirono.Questi terrificanti precedenti non impedirono a Richkey un bell'impiego a Wight Field, una base dell'aviazione vicino a Dayton, in Ohio, USA, dove aveva l'incarico di responsabile della sicurezza di dozzine di altri nazisti che continuavano le loro ricerche per conto degli Stati Uniti. Dovette anche tradurre l'intera documentazione proveniente dallo stabilimento di Mitterwerk; ebbe così l'occasione ghiotta, di distruggere ogni riferimento negativo nei suoi confronti o dei suoi colleghi. Pazzesco.
Nel 1947 Drew Pearson, giornalista, divulgò questa storia all'opinione pubblica che insorse. Richtey venne rispedito in Germania Ovest dove un processo segreto si tenne sotto l'egida dell'esercito statunitense, che aveva ogni interesse a discolparlo. Riduzione in schiavitù, tortura e uccisione di prigionieri erano i capi d'imputazione. Tuttavia, l'esercito sabotò il processo occultando documenti e non lasciando che Von Braun e altri testimoniassero, così, alla fine, Richkey venne assolto e l'intera documentazione nascosta per 40 anni, affossando ogni prova che avrebbe potuto mandare al patibolo la squadra di ricerca missilistica. Inizialmente gli scienziati nazisti dovevano essere impiegati per contrastare il Giappone, dopodiché si chiuse un occhio negli ambienti dei capi di Stato Maggiore con la spiegazione che si trattava di un «risarcimento intellettuale» o «una forma di sfruttamento di rare menti scelte, della cui prolungata produttività intellettuale intendiamo servirci». Gli esperti della National Academy of Sciences capirono.
Nel 1946 era molto importante basare un fondamento logico basato sulla strategia della Guerra Fredda all'impiego di scienziati nazisti: questi erano indispensabili nella lotta al comunismo e non dovevano cadere in mano dei sovietici. Ecco quindi che nel Settembre 1946 il Presidente Harry Truman approvare il Paperclip Project, ispirato da Dulles, il cui scopo era portare 1.000 scienziati nazisti negli Stati Uniti. Tra di loro comparivano i più abominevoli criminali di guerra: medici di Dachau che avevano ucciso prigionieri per testare gli effetti dell'elevata altitudine o che avevano congelato vittime e dato loro massicce dosi d'acqua salata per condurre ricerche approfondite sul processo d'annegamento, ingegneri responsabili delle armi chimiche come Kurt Blome che aveva testato il gas nervino sui reclusi di Auschwitz, c'erano medici che avevano tentato di riprodurre traumi da combattimento su donne prigioniere a Ravensbrück e riempiendo le loro ferite con colture di organismi portatori di cancrena, segatura, gas mostarda e vetro; le donne venivano dunque ricucite e trattate con dosi di sulfamidico, mentre altre venivano monitorate per vedere quanto tempo era loro necessario per sviluppare casi letali di cancrena.
Nel programma di reclutamento Paperclip figuravano Becker-Freyseng e Konrad Schaeffer, autori dello studio Sete ed estinzione della sete nelle situazioni di emergenza in mare. «Quaranta soggetti da testare» furono richiesti a Heirich Himmler, la disputa fu tra chi tra ebrei, zingari o comunisti fossero più adatti.Gli ufficiali dell'Intelligence americana guardarono con disprezzo alle critiche di persone come Drew Pearson. Bosquet Wev, capo dello JOIA (Joint Objective Intelligence Agency)[3], liquidò il passato nazista degli scienziati nazisti come un «dettaglio insignificante», continuare a parlarne era come «infierire su un cavallo morto». Sfruttando la paura americana nei confronti delle intenzioni di Stalin in Europa, Wev sostenne che lasciare gli scienziati nazisti in Germania «presenta[va] una minaccia alla sicurezza di gran lunga maggiore per questo Paese di qualsiasi ex affiliazione nazista essi possano aver avuto, o persino più grande di qualsiasi simpatia nazista possano ancora avere».
Insomma, gli agenti dei servizi segreti e con loro anche le altre agenzie e i dipartimenti dell'esercito facevano di tutto per proteggere i criminali nazisti alle loro dipendenze, proteggendoli dal Dipartimento della Giustizia. Vennero portate avanti sperimentazioni nel campo dell'interrogatorio coadiuvato dall'uso di droghe. Con l'ex scienziato nazista di Dachau, il dottor Kurt Plotner, l'OSS, la Naval Intelligence – ONI, e il personale della sicurezza del Progetto Manhattan, avevano condotto a lungo delle indagini su quella che era nota come «droga della verità» – TD (Truth Drug). George Hunter Whise usò il THC sul mafioso Augusto del Gracio, la TD era adoperata dal 1942. Tuttavia le dosi di THC facevano vomitare i soggetti in esame. L'ONI scrisse che Plotner aveva usato con discreto successo la mescalina per indurre le vittime a parlare, secondo Plotner la mescalina garantiva il controllo sulla mente umana.
Queste informazioni furono molto interessanti per l'agente CIA Boris Pash, una delle figure più sinistre nella lista di questi ed altri personaggi. Pash aveva supervisionato le sperimentazioni di THC di George Hunter Whise sugli scienziati del Manhattan. Nel '44 Pash venne selezionato da Donovan da Donovan per l'operazione chiamata «Missione Alsos», ideata per rintracciare gli scienziati nazisti coinvolti nella ricerca atomica, chimica e biologica. Mise su bottega a casa del dr. Eugene von Haagen, professore dell'Università di Strasburgo, dove molti scienziati nazisti erano stati membri di facoltà. Pash incontrò Von Haagen la prima volta durante il suo anno sabbatico alla Rockefeller University di New York, dove il professore faceva esperimenti sui virus tropicali. Quando questi tornò in Germania alla fine degli anni Trenta, lui e Kurt Blome divennero i capi dell'unità di studio sulle armi biologiche dei nazisti. Von Haagen trascorse gran parte della Guerra infettando ebrei del campo di concentramento di Natzweiler. Von Haagen fu inserito nel Progetto Paperclip da Pash, e lavorò per cinque anni fornendo le proprie competenze in materia di armi batteriologiche al governo USA.
Von Haagen mise in contatto Pash con il suo collega Blome, prontamente arruolato nelle file del Paperclip. Dopo qualche intoppo giudiziario, Blome venne ben presto di nuovo ingaggiato con un nuovo contratto Paperclip da 6.000 dollari all'anno e volò negli Stati Uniti, dove prese servizio a Camp King, una base fuori Washington DC. Nel 1951 Von Haagen venne pizzicato dalle autorità francesi, nonostante i massicci sforzi dei servizi segreti USA per proteggerlo il dottore venne condannato a venti anni di galera per crimini di guerra. Dall'incarico in seno al Paperclip, Pash, ora alle dipendenze della neonata CIA, passò alla nomina di capo del Progetto Brench/7 (PB/7; Ramo/7), dove il suo interesse per le tecniche di interrogatorio venne ampiamente soddisfatto. Le vere implicazioni del Progetto Brench/7 vennero fuori solo nelle udienze del 1976, presiedute dal Senatore Frank Church: responsabilità dei rapimenti ad opera della CIA e uccisione degli agenti doppiogiochisti.
Pash studiò attentamente il lavoro dei medici di Dachau per trovare metodi efficaci che durante gli interrogatori fossero in grado di estorcere le informazioni. Negli anni Cinquanta elettroshock e varie droghe vennero utilizzate (vedi informazioni sull'MK-ULTRA) dalla CIA per estorcere informazioni e per il progetto di controllo mentale. Soprattutto uomini afroamericani vennero utilizzati negli esperimenti aberranti condotti anche dagli apparati militari statunitensi[4]. Gli esempi si sprecano sulle atrocità commesse dal governo statunitense, indipendentemente da chi fosse l'inquilino della Casa Bianca.
Insomma, un'altra sconvolgente storia che viene taciuta, scrivo la prima stesura di questo capitolo durante la vigilia della Giornata della Memoria: telegiornali, salotti televisivi d'approfondimento giornalistico-storico-attualità, film, e i canali satellitari che trasmettono documentari (ad esempio History Channel, o i canali Discovery Channels) ci bombardano con programmi dedicati alla Shoah, agli orrori dell'olocausto ebraico, ai crimini nazisti e a tutto ciò che ci può essere utile «per non dimenticare». D'accordo, ci sta, ma quand'è che potremmo avere un'informazione completa che proponga anche l'altra, pesantissima, faccia della medaglia?
Fonti:
- David Icke, Il segreto più nascosto, Macro Edizioni, 2001, pp. 323-324;
- Alexander Cockburn e Jeffrey St. Clair, Il libro nero della polvere bianca. Droga: trafficanti, CIA e stampa, Nuovi Mondi Media Edizioni, 2005, pp. 158-176.
Note:
1) David Icke, Il segreto più nascosto, Macro Edizioni, 2001, pp. 323-324;
2) George C. Andrews, Extraterrestrial Friends and Foes, Illuminet Press, Lilburn, GA, USA, 1993, p. 53;
3) Agenzia del Pentagono responsabile del Progetto Paperclip;
4) Alexander Cockburn e Jeffrey St. Clair, Il libro nero della polvere bianca. Droga: trafficanti, CIA e stampa, Nuovi Mondi Media Edizioni, 2005, pp. 158-176.

domenica 4 maggio 2008

GLI UFO-FILES DEL KGB E IL DEBUNKING AD OLTRANZA DI ALEXEY EGOROV

Intervista con l'ex vice Comandante del KGB Nikolay Alekseyevich
Sham. Di Philip Mantle.
Articolo di: Philip Mantle
Traduzione: Raffaele Di Nicuolo
Il 24 Ottobre 1991, alcuni documenti furono inviati al Cosmonauta Sovietico Pavel Popovich, allora presidente dell'Associazione Ufologica ALL-UNION in Russia. Questi files contenevano copie di avvistamenti UFO mandati al KGB. Una lettera di accompagnamento è stata scritta da parte del Vice Presidente del Comitato per la Sicurezza dello Stato URSS, N.A. Sham. I files contenevano avvistamenti redatti a mano, testimonianze, appunti di informatori del KGB, disegni e rapporti di testimonianze oculari in merito a fenomeni UFO. Questa collaborazione senza precedenti tra ricercatori UFO e il KGB, rappresentò un punto chiave della ricerca UFO in Unione Sovietica e forse nel mondo. Sedici anni dopo, siamo riusciti a contattare l'ormai ex Vice Comandante del KGB ed ora ne pubblichiamo l'intervista. Tradotto da Paul Stonehill e riprodotto con la gentile concessione della NTV. Nel giugno del 2007 fui chiamato per un intervista dalla NTV. La NTV è una delle più grandi società televisive in Russia. Apparentemente stavano producendo un nuovo documentario sugli UFO e volevano discutere con me sulla ricerca che avevo condotto sul Film Alien Autopsy e il libro co-prodotto con Paul Stonehill (Mysterious Sky-Soviet UFO Phenomenon).
Il giornalista Alexey Egorov assieme al suo cameraman ed alla traduttrice Elena Volkavaya giunsero a casa mia nel West Yorkshire dove si doveva svolgere l'intervista. Dopo l'intervista discutemmo di molte cose ed Alexey mi informò di aver intervistato l'ex Vice Presidente del KGB Nikolay Sham, e discusse con lui circa il rilascio di files UFO ufficiali ai ricercatori (questo particolare non è presente nel nostro libro Mysterious Sky). Alexey disse che poteva fornirmi una trascrizione della sua intervista con Nikolay Sham. Puntualmente arrivò via e-mail e fu rapidamente tradotta dal mio collega Paul Stonehill. In questa intervista nulla è stato omesso, anche se Paul ha inserito un paio di cose tra parentesi solo allo scopo di chiarire ulteriormente alcuni aspetti. L'intervista completa è qui di seguito riprodotta con la gentile concessione della NTV di Mosca. Nikolay Alekseyevich Sham è nato nel 1940. Egli fece parte del KGB dal 1966 al 1991. Dal 1974, ha lavorato nella centrale amministrativa del KBG. Era coinvolto in progetti tecnici e scientifici. Nel 1986 fece parte della Commissione che studiò il disastro di Chernobyl. Il suo rango fu quella di Vice Capo del 6° Direttorato del KGB (qui si studiavano scienze rivoluzionarie ed innovative tecnologie e i ricercatori venivano protetti dagli agenti; qui è dove si lottava contro lo spionaggio di altre nazioni). Nikolay lasciò il KGB nel 1992 per ragioni di salute. Nel 1999 diresse la società privata Greenmaster, impegnata nella produzione di vari dispositivi tecnologici di difesa. In seguito fu il Direttore Generale della First Leasing Company (2003). E' segnalato dai media russi in relazione ai Fenomeni Paranormali. L'ex Maggiore-Generale, Nikolay Sham fu vice-presidente al servizio del KGB diede al cosmonauta Popovich 127 pagine di registrazioni di eventi anomali segnalati nell'ex-Unione Sovietica nella Federazione Russa.
INTERVISTA: Nikolay Alekseyevich Sham. (NAS) Alexey Egorov (AE)
AE: Nikolay Alekseyevich, questo e' il documento che il KGB inviò al Cosmonauta Pavel Popovich?
NAS: SI.
AE: Che anno era?
NAS: Il 1991, la registrazione del documento porta la data del 1991.
AE: Quindi lei, inviò un dossier completo di documenti dal KGB?
NAS: Si. La raccolta di questi documenti venne archiviata dal KGB. Ci fu uno speciale decreto del Governo e del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica circa l'origine di questi fenomeni. In base a questo decreto tutti gli organismi preposti all'applicazione della legge (KGB, Ministero della Difesa, Ministero degli Affari Interni e le guardie di confine) dovevano informare e riferire al Centro tutti i fatti riguardanti i fenomeni naturali. Tutte le agenzie accumularono le informazioni. Ma il KGB non era impegnato in questa ricerca; era solo di competenza dell'amministrazione, qualche dipartimento speciale, infatti raccolse alcune testimonianze oculari e tutto ciò che accadeva nell'atmosfera... vollero spiegazioni e presero molti manoscritti e li inviarono descrivendo i fenomeni, il contesto il modo in cui si manifestarono, e così via. Tutto quello che avevamo accumulato doveva essere analizzato, secondo il decreto, da alcuni istituti accademici i quali dovevano per ciascun episodio dare una spiegazione. Il principale Istituto che fu coinvolto fu l'Istituto degli Studi Spaziali. Tutti i fatti interessanti sono sempre stati vagliati. Esperti e scienziati andarono nei luoghi interessanti, fecero domande, presero campioni di terreno, effettuarono misurazioni e cosi via, per trarre le loro conclusioni in base alle prove. Questo lavoro è stato condotto per parecchi anni e tra l'85-86 fu completato il lavoro... fu redatta una relazione su tutti gli episodi di quegli anni su tutto il territorio dell'Unione Sovietica. Ricordo quella relazione; la tenni nelle mie mani. Certo, non ricordo tutti i dettagli, ma ricordo perfettamente che il 70 per cento di tutti i fenomeni che furono registrati risultavano spiegabili.
AE: Sono stati spiegati secondo la scienza classica?
NAS: Si
AE: E, i rimanenti 30 per cento?
NAS: Beh il 30 percento di quelli.... la metà del 30 percento fu spiegato con delle varianti: cioè con più spiegazioni possibili. Ma non con spiegazioni di qualche civiltà extraterrestre, ma con altre ipotesi. Il 10-15 percento non poterono essere spiegate con la natura, ambiente e così via.
AE: Ti ricordi un qualsiasi esempio di ciò che non poté essere spiegato?
NAS: Molte sono.... cose che non potevano essere spiegate, ad esempio quando qualche oggetto si materializzava. Oggetti che si materializzavano come ad esempio alcuni punti luminescenti in varie configurazioni. Oggetti veramente fotografati a forma di piattino, alcuni cilindrici o roba simile. Tutte queste cose, ovviamente non potevano essere spiegate: non potevamo comprenderle. Questo e' tutto quello che ricordo. Tutto questo aumento di interesse da parte della gente… siete le quinte o seste persone che chiedono informazioni. Dall'ovest fui contattato, perché? Perché tutto questo materiale raccolto fece il giro del mondo.
AE: Tutto proviene da questa lettera, perchè dopo questa lettera, i files segreti del KGB furono inviati agli ufologi.
NAS: No, non ci sono documenti segreti.
AE: Ecco, i documenti non erano segreti prima?
NAS: Certo, lo erano. Immagini, alcuni cittadini riferirono in merito agli oggetti luminescenti. L'Ufficiale in carica o qualche Dipartimento Speciale, registrarono agli atti le informazioni e scrisse una lettera di accompagnamento da inviare al Centro. Quali segreti sono custoditi? Nessun segreto affatto. D'altra parte la spiegazione di tali fenomeni che nella maggior parte dei casi... furono compresi, erano test, lanci, elicotteri e lo spazio è pieno di oggetti creati dall'uomo, tra questi i frammenti che periodicamente scendono entrando nel denso strato dell'atmosfera. Questo è un dato. Altra spiegazione si può dare con quel fenomeno chiamato "miraggi". Sapete, avete sentito parlare dei miraggi. Questioni relativi ad incidenti, schianti o quando un velivolo esplode in volo e così via. Ci sono una miriade di cose che a causa di distorsioni ottiche possono ingannare e cosi via, in modo da apparire come un mondo di fiabe, umanoidi che ci circondano, oppure un'altra civiltà che attacca la Terra, etc. In tutta la mia vita non ho mai visto una cosa simile, o un qualcosa che potesse certificare che una civiltà extraterrestre esista. In tutta la mia vita non mi è accaduto nulla di simile purtroppo. Allo stesso tempo troveremmo spiegazioni per tutto questo... in Russia, per molti anni si sono fatte ricerche ed esperimenti; le loro bugie corali, che affermano generalmente di un’Influenza Galattica sulla Terra. Uno può immaginare questo mondo.
AE: In questi files la gente scrive... "Ho visto uno strano oggetto, una nube luminosa". Questa non è una allucinazione...
NAS: Voglio affrontare questo punto.... come si possono spiegare queste cose. Questo sulla base del lavoro che fu fatto in Russia. Quale è il nocciolo del problema? Se immaginiamo che la terra è sottoposta costantemente ad effetti dell'ambiente esterno. In realtà abbiamo.... abbiamo campi gravitazionali. Poi abbiamo il Sole, un’enorme energia che viene dal Sole verso la Terra. Giusto? Poi, abbiamo i pianeti pesanti, abbiamo le galassie, abbiamo quella che definiamo la "relic radiation", abbiamo un'enorme quantità di campi elettromagnetici con frequenze diverse, e cosi via. C’è un'aurea intorno all'uomo, dovete sapere che l'essere umano emette radiazioni etc... In linea di principio, non si può escludere che, in collaborazione con alcuni fattori e la manifestazione di alcuni campi elettromagnetici con determinate frequenze, l'essere umano può essere influenzato. Ed i risultati di questi studi dimostrano che, l'essere umano quando si trova avvolto in questi fenomeni, inizia a cambiare. In pratica egli cessa di comprendere. Quando entra in quel punto l'uomo per decine di minuti non distingue la realtà.
AE: Questi oggetti possono essere definiti come allucinazioni?
NAS: Molti di questi sì. La mente umana può essere influenzata, possono essere allucinazioni da un lato. D'altra parte può essere la Terra che influenza con le sue linee dette di "Rottura". Cos'è la linea di "Rottura"… bisogna conoscere gli elettroliti. In questa fessura ci sono elettroliti. Ci sono dei movimenti in queste fessure, sono energie registrabili e gli strumenti registrarono queste correnti fino a 27 ampere!
AE: Puoi affermare che, l'alimentazione che proviene da queste onde e le radiazioni arrivano dalla Terra?
NAS: Correnti di neutroni. Flussi di neutroni, che provengono dallo spazio, flussi di neutroni provengono dalla Terra. E questa gigantesca componente energetica in varie forme.... come diventa l'uomo in raffronto a tutte questo potere? L'acqua è l'origine di tutto ciò che esiste".
AE: Questi documenti accumulati che gli ufologi chiamano Blue file... Conosci la fine dei Blue files (nome dato dal KGB ai documenti UFO) le fine hanno fatto, dopo che gli ufologi ebbero questi documenti?
NAS: 2 o 3 anni fa c'è stato molto interesse intono a questi Blue files. Fui disponibile per un incontro, so che alcuni ufologi, si resero disponibili e così organizzai il meeting; non so cosa successe dopo che parlai con questi compagni in merito a quei documenti ma mi dissero, con dispiacere che questi materiali accumulati sparirono dalla Russia.
AE: Dicono per 500 dollari.
NAS: In effetti... con molto dispiacere mi dissero queste cose. Alcune persone senza scrupoli approfittarono della situazione del paese e illegalmente cercarono di guadagnare portando via questi documenti. Così questo materiale lasciò il Paese".
AE: Come si fa a prendere in seria considerazione queste fotografie di dischi volanti?
NAS: Per prima cosa, non so assolutamente nulla su questo. Questo è il primo punto. Posso solo affermare, che in Unione Sovietica durante quel periodo, con lo sviluppo dell'industria dei razzi spaziali, ogni anno vennero lanciati in orbita un centinaio di diversi tipi di satelliti. Avevamo un velivolo spaziale principale, questa esiste ancora, il Soyuz e la sua capsula di discesa. Allo stesso tempo, le altre nostre organizzazioni svilupparono altri sistemi, compresa l'evacuazione dell'equipaggio e gli atterraggi. Questi sistemi furono testati, ed erano veramente unici. Credo che una delle situazioni di emergenza sviluppate allora, sia ben rappresentato in questo film. Questo è molto probabile. Di solito quando c'era una situazione di emergenza, ovvio che eravamo irraggiungibili, e gli esperti dovevano venire qui. All'inizio tutti questi sviluppi furono condotti per conto del Ministero della Difesa, per gli interessi delle forze Armate. Non furono gli unici sviluppi fatti dal Ministero della Difesa.
AE: E tutto ciò precisamente dove avvenne?
NAS: Il BURAN (fu un tentativo da parte dei Sovietici di costruire una navetta spaziale) che creammo, veicolo orbitale, fu preceduta da un certo numero di esperimenti, connessa con dei tests di vari modelli e così via. Cioè, fummo impegnati duramente in questo senso; varie imprese. Stazioni spaziali a lungo termine, come la MIR, ancora attualmente internazionale.... Tutto ciò è stato preceduto da sviluppi militari completati che erano in uso e così via
AE: Se questa autopsia avvenne qui, lei sarebbe stato informato? (Molto probabilmente lo show televisivo TNT The Secret Files of KGB trasmesso negli USA nel 1998).
NAS: Certo, naturalmente... Tale evento, non poteva passare inosservato. Perchè? Perchè il KGB, il controspionaggio si interessava di tutti i nostri Siti militari-industriali, ed è per questo che se veramente fosse accaduto, il KGB doveva saperlo. Non ho dubbi al riguardo. Ed è per questo, quello che si è visto (nel Film) non lo conosco, Perché? Perché in realtà gli esperimenti si svolsero.. E poi, avemmo molti programmi di studio per i pianeti e il Sistema Solare. Basta guardare tutte le apparecchiature, che discendono su Marte o che si tratti di Venere, o il moonwarkers e così via. E li, immagini quanti esperimenti vennero condotti per supportare questo o altri programmi Marziani, o programmi connessi con i nostri apparecchi su Venere? Questi apparecchi erano di varie forme. Ovviamente, erano sferici. Perché? Perché per atterrare su Venere con un paracadute la forma migliore è la forma sferica. Per quanto riguarda le armi strategiche che creammo... prima di dotarci di queste, passarono attraverso tutta una serie di esperimenti di sviluppo. Quando i missili volano, la prima parte si separa, la seconda parte si separa, la terza... Ci potrebbero essere degli atterraggi di emergenza, con guasti, i missili hanno dei dischi, e queste parti... e in tutti i casi bisogna prepararsi per imprevisti strategici. E in fine il disastro avviene. In questo caso il Capo Progettista generale, deve capire il motivo del guasto e tutti i pezzi devono venire raccolti. Delle Unità Speciali sono destinate a questo incarico.
AE: Nikolay Alekseyevich, nel 1991, in questo file che posizione aveva nel KGB?
NAS: Dal Settembre '91 fu vice-Presidente del KGB, e rimase in quella posizione fino al Giugno '92, e poi dovette lasciare per motivi di salute.
AE: Per il tuo incarico, cosa dovevi visionare o controllare, con quello che noi oggi chiamiamo fenomeno UFO; quali unità e progetti erano sotto il tuo controllo?
NAS: L’argomento UFO si prese in considerazione alla metà degli anni '70. Ne ho già parlato... Nella metà degli anni '70 vi e' stato un forte aumento di tali avvistamenti. Ci furono dei progetti per un decreto del governo e del Comitato Centrale del Partito Comunista per portare chiarezza a questi fenomeni che si verificarono nel Paese. Questa risoluzione fu fatta e tutte le agenzie governative, il Ministero della Difesa, KGB, il Ministero degli Affari Interni furono obbligati a prendere informazioni dai cittadini per questi eventi in modo da inviarli al Centro. Pertanto, questo sistema fu creato, ci si recava in ogni luogo della nazione dove accadevano questi avvenimenti e fenomeni, e tutto il reportage veniva inviato a noi del Centro. E dal lato Accademico, molti istituti furono obbligati a condurre ricerche del fenomeno registrati sulla Terra. L'Istituto degli Studi Spaziali fu il principale indicato per fare ciò. Per molti anni questo lavoro fu affrontato; fu completato a metà degli agli anni '80; un rapporto, un importante rapporto fu fatto e si raccolse materiale proveniente da tutta la nazione, si catalogò tutto, ogni evento, i vari collegamenti, data, luogo, testimoni oculari, sensazioni e gli effetti, le forme, anche una tabella sulle varie forme e sagome degli UFO che apparvero nell'atmosfera. Nella maggior parte dei casi gli esperti si recarono nei luoghi interessati. Furono eseguite misurazioni, interrogazione dei testimoni oculari, si condussero ricerche di varia natura, e cosi via, e di conseguenza, alcune conclusioni vennero fatte per ogni evento. Ricordo che nel 30 per cento dei casi, fu data una reale e oggettiva spiegazione. A che cosa furono collegate? Test di tecnologia di aviazioni, tecnologia missilistica, lancio di oggetti nello spazio, parti di oggetti spaziali caduti nell'atmosfera, disastri aerei, alcuni cataclismi connessi alla natura, etc... Cioè tutto quello che poteva essere spiegato. Ma nel 30 per cento dei casi, ad una metà fu data una spiegazione, ma non una sola spiegazione, il che significa che qualcosa avvenne, ma non c'erano abbastanza indizi per determinare la causa. In altri casi, la mancanza di informazioni o prove sufficienti, non permetteva di trarre conclusioni. La relazione annuale fu completata da qualche parte a metà degli anni '80. Il KGB, non prese parte a queste ricerche. Raccolse periodicamente il materiale, ma la ricerca sul campo fu fatta dall'Istituto Spaziale e da altri dipartimenti. Questo è ciò che avvenne.
AE: Chi fu il leader che fece questa risoluzione; fu Brezhnev stesso, era affascinato, era interessato? Perchè tutto iniziò all'improvviso verso la metà degli anni '70 e chi prese l'iniziativa?
NAS: Non so da chi partì l'iniziativa. Dopo tutto noi eravamo una commissione industriale-militare e molte cose iniziarono lì. Ma chi nella commissione ad un certo punto prese l'iniziativa non lo ricordo... Probabilmente, noi stavamo studiando la tecnologia spaziale a Razzo, e il Ministero Generale dell'Industria Ingegneristica si interessò, e la cosa potrebbe aver avuto origine da loro. O per esempio dalla stessa Accademia delle Scienze. Da dove poteva provenire questa iniziativa? Bene, l'iniziativa nacque perchè i media, sapevano, e iniziarono a “giocare” su queste cose. Dal momento in cui iniziarono ad interessarsi a questo, il nostro Governo reagì. Non posso affermare che fece la risoluzione per questo motivo. L'argomento fu chiamato, ricordo, Setka AN (un forte aumento delle attività UFO nel 1977/78, costrinse l'Accademia delle Scienze a creare un programma per la ricerca di questi fenomeni anomali. Il nome in codice di questo programma fu SETKA AN) , il nome del programma era Setka AN. E da allora...
AE: Perché Setka AN?
NAS: Non so il motivo esatto per cui fu dato il nome di Setka AN. Non lo so. Non ci interessava; cosa più interessante e' conoscere il perchè? Perchè... in linea di principio tutte queste cose, (non chiaro; Nda)... che avvengono nell'atmosfera, e assumono varie forme, in genere sono collegati al Campo Magnetico e sono circondate da massicce radiazioni. Solo Dio sa quante ce ne sono, iniziano con... (non chiaro; Nda) furono dati Premi Nobel per la scoperta di questi residui di radiazioni. Questi scienziati li scoprirono prima del lancio di un satellite specializzato, e abbiamo visto come gli Americani svilupparono questo argomento e ricevettero un Premio Nobel per questo. Il nostro programma terminò e non venne più sviluppato.
Fine dell'intervista.
Non bisogna essere Einstein per capire che Sham è ancora reticente nel raccontare ciò dopo tutti questi anni. E' molto interessante notare l'ammissione da parte sua che una grande percentuale di cose rimangono non identificate e ha chiarito che ricercatori occidentali avevano speculato in quegli anni sul fatto delle armi Sovietiche, per mascherare il fenomeno UFO. La ragione di ciò, fu che all'epoca si troncarono una serie di trattati internazionali. Lo spazio qui a disposizione, non ci permette di andare a fondo nei Files UFO del KGB, ma sono ampiamente esposti nel libro con il co-prodotto ccin Paul Stonehill. Si tratta di: Mysterious Sky-Soviet UFO Phenomenon, pubblicato da Publish America, il libro di 408 pagine con illustrazioni è disponibile presso Amazon.
Philip Mantle è un autore internazionale, docente e presentatore televisivo. Può essere contattato a: 49 East Leigh Drive, Tingley, Wakefield, West Yorkshire, England, WF3 1PF. Email: philip@mantle8353.fsworld.co.uk